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La vita addosso


- Non ho bisogno di travestirmi da omosex o da bauscia:
mi vesto da motociclista.
Ma neanche da motociclista vero,
quello dei film, il biker di Easy Rider:
io sono un endurista.

La mia nuova moto usata
mi sta portando all'appuntamento alla chiesetta,
sempre la stessa.
Non sono passati 20 anni.
No.
Così mi fermo all'inizio della salita di San Michele,
perdo un po' di tempo,
mi sento strano,
ma infine salgo fino in cima.
Ci salutiamo.
Normali,
Non sono passati 20 anni.
O forse si.

Mioddio,
quando è stata l'ultima volta ?
Che sia tutto in quella foto sopra uno dei miei letti,
con dei morti e dei vivi che mi sorridono ?!
Non sono passati 20 anni.
Ti prego, fai che non siano passati veramente 20 anni.
Quasi un quarto di secolo.

Siamo in cinque.
Quelli che sono restati.
Seduti sulle moto.
O in piedi attorno.
Una compagnia di strambi, ma non troppo.
Irascibili.
Gente che ha saputo farsi la propria strada.
Vecchi bastardi maligni ed aspri, che però se la spassano con il mondo pagano del loro cameratismo profondo.
Non filosofi.
Ma vecchi.
Per la prima volta, dopo tanto tempo, restituiti al loro ambiente.
E poi gli occhi.
Nessun dubbio sull'età di quegli uomini,
di cui anch'io faccio parte, per via degli occhi.
Il loro luccicare se ne è andato,
come appannato da una patina giallastra.

Il segno dei tempi.
Una Mercedes irrompe sul palco dei nostri ricordi:
la moglie e la figlia di uno di noi a caso.
Fanno foto digitali che ci manderanno, poi, con l' e-mail sul computer in attachement.

I vestiti.
Li osservo.
Tutti indossiamo dei pezzi antichi.
Dove caxxo siamo andati a dissotterrarli, mi domando.
L'idea stessa che persino i nostri abiti da adolescenti possano esser stati conservati con cura mi dà i brividi.
Nella resurrezione di quegli indumenti,
vedo un chè di astuto,
come un piano prestabilito per tessere una ragnatela di ricordi in cui noi siamo la preda.
Benchè faccia un caldo pauroso nel pomeriggio di settembre inoltrato,
Richi indossa un pesante giaccone.:
Lo conosco bene quel quel dannato giaccone.
Gliel'aveva passato,
quasi 20 Anni prima ,
un campione forse famoso più per i suoi eccessi che per i suoi risultati.
E' un capo vistoso, quasi puttanesco, che drappeggia in maniera assurda la piccola figura di Riccardo.
Diego ha dei pantaloni a strisce.
Verticali.
Ma le rotondità degli anni le fan sembrare onde di un mare colorato.

-Caxxo, siamo di nuovo insieme.- dico io-
-Non rompere i cabasisi ed andiamo- E' la risposta.

Si và .
Entrando nei boschi,
si vede che la zona è cambiata.
Ora non è più isolata,
hanno aperto un'arteria vitale:
per chi,
non si sà .
Il campo di cross, dove avevo avuto la mia educazione primaria, è già stato chiuso.
Così pure l'antica strada della Carbunera sta morendo, soffocata dalle villette a schiera.
Un bosco malato.
Si ha la sensazione che i buldozers stiano ammassandosi ai suoi confini, in attesa di un segnale di morte.
Un po' più in fondo,
dei bidoni abbruciati,
segno chiaro del lavoro di signorine
tristi, sciocche, sfatte, fredde e senza amore,
pezzetti di un circuito di una prostituzione consumata
dentro auto parcheggiate proprio sull'ultimo lembo del mio mondo adolescenziale.

Ma, in fondo,
la macchia diventa più folta e ritorna a quella dei miei ricordi,
il fango,
i rami,
i sassi,
le ruere,
e tutto l'amore che ho per loro,
ed il sudore,
e gli scazzi,
e il sibilo dell'aria nel casco,
e mio fratello,
e tutto quel mondo che c'è nonostante me.

Il Circolo di Baroli non è cambiato molto.
I tavoli ancora ingombri per la cena del giorno prima.
Un quadro con il Cinzano,
ed un crocifisso punteggiato di cacche di mosche.
Appeso al soffitto lo stesso ventilatore d'un tempo,
un marchingegno attento a non disturbare il calore dell'aria.
La sola modernità è la copertura dei campi da bocce,
a mezzo fra una fabbrica ed un allevamento di polli.
Ma,
qualcos'altro è cambiato.
I vecchi.
I vecchi di cui mi ricordavo adesso stanno al cimitero.
Rimpiazzati da una nuova generazione di vecchi
In attesa che noi stessi prendiamo il loro posto.

Adesso il sole è sceso dietro il profilo degli alberi ,
oltre le colline.
Adesso l'aria è più fresca,
mentre il cielo è un'esplosione di nubi rosse ed arancio.

Si torna.
Nel primo buio, gli occhi bianchi delle televisioni
cullano un popolo di solitari chiusi da improbabili recinzioni
e inconsistenti muri di calcestruzzo,
barricati contro l'oscurità .
In attesa.

Ma non noi.
Non stasera.
Noi siamo vecchi enduristi.


MARRONAROFAST